2008-04: A servizio delle Donne...


 

A servizio delle Donne

Vittime del Traffico di Persone

 nel Nostro Mondo Ferito

 

 

 

“Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio,

per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista;

per rimettere in libertà gli oppressi

e predicare un anno di grazia del Signore”. (Luca 4, 18-19)

 

 

Il grido delle donne vittime del traffico di persone in Taiwan spesso non era ascoltato negli anni passati. Per la maggior parte queste donne sono state trattate come trasgressori della legge, principalmente a causa dei documenti illegali falsificati dai trafficanti, o perché sono state forzate a rimanere a Taiwan oltre il tempo del loro permesso di soggiorno. Generalmente, le vittime sono state trattenute per lunghi mesi nei centri di detenzione ed infine deportate nella loro patria, ferite, senza voce e disonorate!

Dal Gennaio 2007, nel nostro “Centro di speranza per i Lavoratori” (H. Workers’ Cen-ter”), siamo stati testimoni, e attivamente coinvolti, in una grande novità. In collaborazione con altre organizzazioni non governative (NGO) abbiamo prestato la nostra collaborazione per educare le autorità costituite a rispettare i diritti umani delle vittime di traffico di persone, e a capire come le vittime debbano essere trattate come vittime, e non più come criminali.

C’era una mentalità tutta da cambiare prima di poter raggiungere il nostro scopo di vedere queste donne liberate dalla loro prigionia. Pertanto, siamo ruisciti a rispondere in modo concreto così da dar loro la certezza che il loro grido di dolore è stato ascoltato da Dio che ha “visto” le loro miserie... “ha udito il loro grido a causa dei loro sorveglianti....”; conosce “le loro sofferenze”, ed è “sceso” per liberarle, e per farle “uscire da questo paese.” (Es3, 7-8).

Dopo mesi di continue trattative, per la prima volta qui a Taiwan, il primo gruppo di venti vittime di traffico di persone, ha lasciato uno dei centri di detenzione ed è venuto a vivere nel nostro rifugio. Questa era la prima vittoria ottenuta, seguita da altre vittorie conseguite insieme a queste donne. Vittorie che non consistono semplicemente nel fatto che ormai queste donne possono vivere in libertà di movimento, o che hanno nuovamente ottenuto la loro dignità umana.

Per noi che lavoriamo nel “Centro di Speranza per i lavoratori”, queste vittorie consistono anche nel fatto che mentre seguiamo i loro casi, stiamo istruendo gli avvocati ed i giudici per far capire la loro situazione difficile ed i loro diritti come vittime. Una volta non considerate più come criminali, queste donne devono ricevere protezione, non affrontare un processo.
Un’altra vittoria riportata: dopo mesi di cooperazione e condivisione di esperienze con gli ufficiali dell'Agenzia di Immigrazione incaricati di queste vittime, ora le autorità sono più che convinte che le donne che trovano accoglienza nel nostro centro sono ben curate e protette.

 

Il “Centro di Speranza per i Lavoratori” è stato tra i primi nella scoperta delle vittime di traffico di persone, principalmente durante le visite settimanali ad uno dei centri di detenzione.

Dialogando con le detenute nella loro lingua madre, gli operatori sociali hanno ascoltato la storia del loro arrivo a Taiwan: tutte le vittime sono state ingannate dai loro mediatori circa il tipo di lavoro che avrebbero fatto dopo il loro arrivo in Taiwan, e i loro documenti sono stati confiscati. La maggior parte di loro erano state forzate a matrimoni falsificati o hanno ricevuto false promesse circa il guadagno finanziario e le condizioni di lavoro. Tutte si sono trovate in situazioni coercitive ed di abuso, per cui la fuga era difficile e pericolosa.

 

Il “Centro di speranza per i Lavoratori” è ormai notevolmente impegnato nel combattere il traffico umano delle donne in Taiwan, in primo luogo nel segnalare le vittime agli ufficiali di immigrazione. Una volta che i loro casi sono conosciuti, gli ufficiali di immigrazione devono condurre un’indagine approfondita, e soltanto dopo hanno il dovere di definirle come vittime autentiche, e non viceversa.

Le donne riconosciute come vittime, possono lasciare i centri di detenzione per alloggiare in dormitori o in altri luoghi sicuri dove possono vivere con dignità e non più nella vergogna, godendo di libertà di movimento dopo mesi o persino anni di schiavitù.

 

Quando accogliamo queste donne nel nostro rifugio, vengono da noi con un grande bisogno di essere ascoltate, di capire i loro diritti e ricuperare e sanare la loro femminilità tanto ferita. Inizialmente sono diffidenti e spaventate, depresse, senza la forza di aiutare se stesse e senza speranza.

Come possono facilmente fidarsi dopo aver vissuto situazioni di abuso e di frode una dopo l’altra ed essere state in carcere accusate come criminali?

Come possono facilmente superare tutte le offese scioccanti contro la dignità umana e la grave violazione dei loro diritti umani?

Ci vuole spesso del tempo prima che si sentano rassicurate dalla nostra presenza: noi siamo là per aiutarle.

Gradualmente queste donne cominciano a riguadagnare la stima di sé come persona umana e a sviluppare quella forza interiore di cui hanno bisogno per credere nella possibilità di un futuro migliore, e aspettano con ansia di potersi ricongiungere con i propri cari nella loro casa.

Le aiutiamo a capire che possono ricostruire il proprio futuro nella speranza.

Offriamo loro anche assistenza legale gratuita per ottenere la giusta retribuzione per tutto il lavoro fatto durante il tempo vissuto nell'intimidazione, nella minaccia e nell'isolamento; tempo durante il quale sono state forzate a compiere un duro lavoro, spesso in situazioni di abuso fisico, psicologico ed anche sessuale.

 

Oltre a fornire loro assistenza legale, curiamo anche la loro salute fisica e psicologica.

Dopo i mesi vissuti nei centri di detenzione, ammucchiate, talvolta anche ammalate, in una vita di costrizioni, queste donne molto spesso hanno bisogno di cure a livello medico e psicologico. Organizziamo anche varie attività dove possano acquisire nuove competenze.

Insegniamo loro come contattare le proprie famiglie attraverso Internet.

Offriamo loro lezioni di mandarino per aiutarle a sentirsi più a casa nel capire e parlare meglio la lingua più parlata qui in Taiwan.

Le sessioni di esercizio fisico e di danza, inoltre, aiutano le donne ad esprimere le loro emozioni e a liberarsi dal timore e dalla vergogna per quanto hanno sofferto nella loro situazione trascorsa.

È una grande gioia, per noi, vederle riconquistare la stima di sé, ancora una volta prendendosi cura della propria persona ed imparando ad esprimere in un modo sano le proprie emozioni. Ora sono capaci di esprimere il loro punto di vista che era stato cancellato e proibito dai trafficanti senza scrupoli.

 

Insieme ad altre organizzazioni non-governative (NGOs), il “Centro di Speranza per i Lavoratori” è coinvolto attivamente nella progettazione di una legislazione per la protezione di tutte le vittime del traffico in Taiwan.

Il nostro contributo consiste principalmente nel chiarire agli avvocati ed ai ricercatori che stanno progettando questa legislazione la realtà vissuta dalle vittime.

Senza questa condivisione delle esperienze a livello di base, la realtà vera delle vittime che devono essere sufficientemente tutelate dalla legge Taiwanese, non può essere riportata completamente nella nuova legislazione.

Siamo sicuri che questo sia un contributo importante alla progettazione di legge che sarà finita ed eventualmente approvata dai legislatori alla fine di quest'anno.

 

Attualmente, il “Centro di Speranza per i Lavoratori” offre rifugio a 24 donne provenienti dall'Indonesia e dalla Cambogia.

Presto riceveremo altre 5 donne vittime del Vietnam.

Queste donne condividono la vita con gli altri lavoratori emigranti che si sono rifugiati da noi in attesa di risolvere la loro situazione di abuso per passare ad un nuovo datore di lavoro. L'anno scorso fra le persone ospiti abbiamo avuto vittime della Tailandia che sono già ritornate a casa dopo aver vissuto con noi per 6 mesi. Presto diremo l'addio ad altre 2 donne che guardano con ansia al futuro e stanno aspettando di iniziare nuovo modo di vivere.

 

Come suore di Santa Dorotea al servizio del Regno qui in Taiwan, la nostra Comunità ha difronte a sé la sfida di "ravvivare il dono di Dio" (2 Timoteo 1, 6) ricevuto con il nostro Carisma. È una sfida per vivere in modo nuovo il nostro Obiettivo Generale che ha le sue radici nella nostra spiritualità ed imparare a leggere i segni dei tempi in un processo di discernimento continuo.

La protezione di queste donne vittime di traffico di persone è uno dei rischi per la giustizia del Regno che assumiamo nella nostra missione educativa.

Mentre collaboriamo con altre organizzazioni non governative (NGOs), siamo interpellate ad essere una presenza trasformante e significativa nella nostra società Taiwanese, e ad assumerci l’impegno di offrire una parola di speranza e di vita con il nostro servizio a queste donne vittime di traffico di persone.

Siamo interpellate a continuare ad essere azione nel denunciare nel mondo ferito di oggi la mancanza di rispetto per la dignità di cui tante donne sono state derubate.

 
                   Sr. Doris Zahra SSD
 
1.     “Centro di Speranza per i Lavoratori”: Un membro del nostro personale, missionaria laica,
        mentre ascolta il dolore di alcune delle donne rifugiate presso di noi.
2.     Sr. Doris Zahar istruisce un gruppo di studenti Taiwanesi
        circa le situazioni abusive sofferte dai lavoratori emigranti nel posto di lavoro.
3-4   Le donne in una sessione di esercizio fisico.
                 
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