In questi ultimi due giorni abbiamo ripreso il secondo e il terzo obiettivo dell’Anno della Vita Consacrata: “Vivere il presente con passione”; “Guardare al futuro con speranza”; obiettivi che richiedono di mettere al centro il primo amore per rinnovare la nostra adesione a Cristo che ci chiama ad essere come Lui; e quindi: amare in modo libero, con una libertà appassionata.

Tale libertà ci viene dall’entrare in relazione con Dio come Abramo che, nel momento del sacrificio, gli ha permesso di riconoscere Isacco come il sacramento della presenza di Dio nella sua vita. Abramo vive una relazione triangolare. Tra lui e suo figlio, Isacco, è Dio, perché Isacco è il dono più bello che Dio gli abbia fatto, ma non è Dio!

Siamo sfidate ad un abbandono totale in Dio, perché, quando abbiamo molte preoccupazioni, dobbiamo chiederci se stiamo perdendo la speranza. La vita, infatti, per quanto controversa possa essere, è sempre una vita salvata, una vita nelle mani di Dio. Lo Spirito ci chiama a vivere la realtà senza preoccupazione, ma con passione, sempre in atteggiamento di libertà appassionata.

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